Dal 1° marzo 2026, tutti i cantieri privati in Italia – senza limiti di importo – dovranno adottare il “Badge Elettronico” obbligatorio.
Questa misura, prevista dal Decreto Sicurezza sul Lavoro (aggiornamento DL 146/2021 e UNI 11892:2025), traccia accessi, presenze e formazione dei lavoratori, riducendo infortuni e frodi. Non è solo burocrazia: è un passo verso cantieri più sicuri e trasparenti, che tocca imprese edili, proprietari e progettisti.
Cos’è il Badge Elettronico?
Si tratta di un dispositivo RFID o NFC (come un tesserino smart) collegato a un sistema cloud, obbligatorio per ogni operaio, subappaltatore e visitatore.
Registra:
Entrate/uscite in tempo reale (geolocalizzazione GPS).
Verifica patentini e corsi antincendio/DVR.
Ore lavorate per paghe e Durc telematico.
Dal 2026, vale per tutti i privati (prima solo pubblici >100.000€), con sanzioni da 2.000 a 10.000€ per inadempienza.
Perché Ora? I Motivi Pratici
L’Italia conta 1 milione di infortuni annui nei cantieri (INAIL 2025), con subappalti opachi che favoriscono lavoro nero.
Il badge:
Blocca accessi non autorizzati (es. no patentino = no entrata).
Genera report automatici per ASL e Ispettorato Lavoro.
Integra con BIM per tracciabilità digitale.
Per un cantiere medio (es. ristrutturazione appartamento), costa 5-10€/badge + 50€/mese piattaforma, ma risparmia multe e ritardi.
Impatto su Imprese e Proprietari

Come Prepararti in 5 Passi Semplici
Registra l’impresa su piattaforma nazionale (lavoro.gov.it, attiva da gennaio 2026).
Ordina badge tramite associazioni (ANCE, FILLEA) o app certificati (es. Edilportale Badge).
Forma il personale: Corso online 4 ore (costo 50€/persona).
Integra software: App come PlanRadar o Prysm per sincronizzazione.
Testa in anticipo: Simulazioni gratuite dal 1° febbraio.
Il countdown è partito: dal 1° marzo, cantieri senza badge = stop lavori.
È un’opportunità per professionalizzare il settore, allineandolo a UE (Direttiva 2024/1270). Hai già il tuo sistema? O domande su costi? Condividi nei commenti!
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